La cerimonia del te in Marocco

Il deserto del Marocco

La cerimonia del te in Marocco

Il Marocco è il Paese dei sensi per eccellenza, forse quello in cui colori e odori sono più accentuati che in altri luoghi. L’odore  el pane appena sfornato di prima mattina, quello senza lievito la cui pasta si prepara in casa e si porta al forno per farselo cuocere. Odore di dolci, quelli zuccheratissimi, mielosi e fritti che vendono anche sulla spiaggia quando ci sono 35 gradi e tu hai il coraggio di comprare. Odore di arance il cui succo è dolce come nessuna arancia di Sicilia lo sia mai stata. In Marocco si cucina tutto il giorno, le donne fanno prevalentemente questo. Il venerdì è la giornata del cous cous, che si comincia a preparare di prima mattina e segue ore di preparazione, alcune donne fanno il pane in casa, cucinano spesso e volentieri l’ottimo tajine. Ma c’è una costante quasi artistica e dotata di una magia rituale che sempre affascina e il cui invito non si può rifiutare: la cerimonia del te in Marocco.

La cerimonia del te in Marocco

La cerimonia del te in Marocco: qual’è la sua storia

Il tè fece la sua prima comparsa in Marocco durante il regno di Mulay Ismāʿīl. Si trattava di un dono della regina Anna di Gran Bretagna in segno di riconoscenza verso il sultano che aveva rilasciato un gruppo di prigionieri britannici. Divenne molto popolare però solo nella metà del XIX secolo a causa della chiusura dei porti del Baltico durante la guerra di Crimea.  La guerra lasciò i mercanti inglesi con un eccesso di tè cinese, e nei loro sforzi di trovare nuovi mercati iniziarono a venderlo nei porti marocchini di Tangeri ed Essaouira. Inizialmente riservato solo alle classi ricche, divenne, tra fine del XIX e l’inizio del XX secolo, accessibile a tutte le classi sociali. Da qui nasce la cerimonia del te in Marocco.

Alcuni vantaggi del te alla menta

Il tè alla menta marocchino calma la mente

Lo stress è inevitabile di tanto in tanto e può interferire con le nostre vite. Quando colpisce il cervello con le sue numerose connessioni nervose, anche il resto del corpo ne sente l’effetto. Può essere difficile alleviare lo stress, ma il tè alla menta marocchino può aiutare a sbarazzarsi dell’ansia occasionale che potremmo provare. Il profumo può ridurre i sentimenti di frustrazione, angoscia e affaticamento. Con le sue proprietà naturali di stabilizzazione dell’umore e calmanti che aiutano a rilassarsi dopo una lunga giornata. Il tè contiene anche un aminoacido chiamato I-Teanina. Può incoraggiare il corpo a rilassarsi prendendo di mira i recettori GABA nel cervello che sono responsabili della sensazione di stress; Quando il tuo corpo si sente meglio, lo fa anche la tua mente.

Il tè alla menta marocchino migliora la digestione

Il tè alla menta marocchino può fare miracoli per i sintomi digestivi come gas, gonfiore e indigestione. È un rimedio naturale, che aiuta a lenire il mal di stomaco e a regolare la digestione.  Aumenta anche la bile nello stomaco, che aiuta il cibo a essere digerito facilmente, riduce la nausea e mantiene efficiente il funzionamento del sistema digestivo.

La cerimonia del te in Marocco

Se in Marocco ti offrono il te

Alla partenza per il Marocco ti vengono dati una serie di consigli molto precisi sull’alimentazione:

“Solo cibi cotti!”
“Niente verdure crude, guai se la frutta ti viene servita già sbucciata!”
Attenta ai cibi di strada!”
“Meglio declinare l’invito a bere te, le intenzioni sono buone ma chissà da dove viene l’acqua!”
“Mai, assolutamente mai, bere acqua che non sia in bottiglia! Già che ci sei usala anche per lavarti i denti.”

Poi parti.
Il primo giorno ti ritrovi a colazione a scrutare i tuoi compagni di viaggio: lo berranno il succo di arancia? E a pranzo, la mangeranno l’insalata servita con le brochettes di pollo?

Il cibo viene scrutato con sospetto. E’ potenzialmente velenoso per i nostri stomaci forestieri e può rovinare tutta la vacanza.

Poi cominci a spostarti. L’autista fa una deviazione appositamente per portarti nel paesino minuscolo sul fondo di una vallata, perché ci teneva a farti conoscere suo padre. L’uomo anziano ti fa accomodare nella sua sala, arredata con tappeti di lana annodata e cuscini, e su un basso tavolino tondo di offre mandorle e versa il te alla menta, bollente, in minuscoli bicchierini di vetro. La cerimonia del te in Marocco.

Ed è qui che i consigli di viaggio spariscono dalla mente mostrandosi assurdi e volgari. Rifiutare l’ospitalità di una persona onesta e gentile, genuinamente lieta di vederti e sapere chi sei e da dove vieni, non è concepibile.

Bevi.

Gusti il tuo primo te in Marocco, nella frescura di una casa di paglia e fango, all’ombra di un mandorlo cresciuto nel cortile interno di questa modesta casa e lasci cadere la barriera. Non c’è più modo di fermarsi dopo.

Pranzi per dieci giorni filati con insalata fresca senza farti domande, continui a bere acqua in bottiglia, sempre, perché non si sa mai, e ti ci lavi anche i denti perché l’igiene è importante. Ma lo sai che l’acqua per cucinare, e lavare le verdure, e lavare i piatti e le pentole viene dal pozzo scavato nella sabbia dell’oasi in cui ti sei fermato dopo ore di pista nel deserto. E sorridi.

La cerimonia del te in Marocco

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