Curiosità sul Marocco

Curiosità sul Marocco: è possibile che sia produttore di vini?

Nei ristoranti e nei caffè delle città marocchine in generale non troverete MAI delle bevande acooliche, mai birra né vino. Eppure il Marocco, a dispetto della tradizione religiosa che non vuole si consumino bevande alcooliche, dimostra di avere le condizioni climatiche – almeno in alcune sue regioni – per coltivare vigneti, e poi di avere le possibilità di produrre vini. Una curiosità sul Marocco è che del resto, la produzione di vini nell’area, almeno lungo la costa mediterranea, risale a ben prima che il divieto religioso imposto dall’Islam nel vietasse il consumo: in età romana nel territorio di Volubilis (Meknés) i vigneti erano diffusi. Non solo, il vino era prodotto fin dai tempi dei Fenici, dunque ben prima dell’avvento dei Romani sulle coste africane. Nonostante la conquista mussulmana e il suo divieto di bere vino, la coltivazione della vite fu portata avanti, e l’uva consumata come frutto da tavola.

Tutti i mille usi dell’argan

Curiosità sul Marocco e il famoso Argan, che cresce spontaneamente in vere e proprie foreste nelle aree desertiche della regione. Pare che sia una pianta antichissima, che risalga a 80 milioni di anni fa. Per capirci, quando sulla Terra c’erano i dinosauri. Inimmaginabile. Il suo frutto è una mandorla ovale che all’interno del guscio contiene il frutto vero e proprio. Da questo frutto si trae il famoso olio, attraverso un processo lungo e faticoso, appannaggio da sempre delle donne. La mandorla viene privata del guscio e tritata dal girare costante di una mola che ne estrae l’olio. In realtà esistono due tipi d’olio: quello cosmetico, più chiaro, e quello per uso alimentare che differisce per il fatto che è tratto da semi tostati di argan.

L’olio per uso alimentare è molto delicato ed etereo. Si accompagna bene con le pietanze della colazione marocchina, perché dà quel tocco di profumo, e tuttavia resta leggero. Un esperimento culinario molto interessante.

L’olio di argan cosmetico ha svariate proprietà: in particolare ha effetti anti-invecchiamento sulla pelle, allevia gli eczemi e si può usare sui capelli per nutrirli. Dall’olio di argan si ricava una serie di infiniti prodotti come le saponette, le creme per il viso, i detergenti e chi più ne ha più ne metta.

Tangeri città di perdizione

Hai mai letto Il tè nel deserto di Paul Bowles? Non solo Bowles, ma diversi artisti tra la fine dell’Ottocento e fino agli anni ’60 e oltre hanno frequentato Tangeri e si sono fatti sedurre dalla città bianca: da Henri Matisse a Albert Camus, da Truman Capote a Ian Fleming, da Mick Jagger a Rudolf Nureyev: tutti sedotti da questa città. Una curiosità sul Marocco è che la fama di Tangeri in realtà si diffuse all’inizio del Novecento, quando divenne “area a regime internazionale”, ovvero una sorta di porto franco in cui chiunque poteva sostare e nessuno chiedeva conto di nulla. Così non solo artisti, ma affaristi, spie, ricche ereditiere annoiate e star del cinema si trovavano qui. I caffè di Tangeri divennero i luoghi di incontro, di ispirazione, mentre certi retrobottega nei souq divennero luoghi di perdizione, malfamati, ma dotati di una così forte attrattività da creare il mito di questa città.

Cerimonia “Atay Naa Naa”

è la tradizionale cerimonia in cui si assapora il the verde alla menta, bevanda più amata dal popolo marocchino. Una curiosità sul Marocco è che questo rituale invita a sospendere le attività che si svolgono quotidianamente per riposare mente e corpo e rappresenta un profondo momento di condivisione e interazione sociale. E’ il capofamiglia a versare e mescere la bevanda nei bicchieri, momento questo di forte carica di sacralità. La preparazione si attua in varie fasi, per poi servire il thè bollente, con zucchero di canna e con foglie di menta, chiamate appunto Naa Naa in dialetto marocchino.

Curiosità sul Marocco
Curiosità sul Marocco

Curiosità sul Marocco: Khamsa

la mano di Fatima è il tradizionale amuleto, di uso comune tra i marocchini. Khamsa in arabo significa “cinque”, infatti l’amuleto raffigura una mano colorata e decorata con arabeschi con al centro un occhio, simbolo dell’Islam. Khamsa è legato alla tradizione religiosa islamica e rappresenta la serietà e l’autocontrollo, in quanto, secondo la tradizione Fatima, figlia di Maometto, mentre preparava la cena assistette al rientro di suo marito con la concubina; in preda alla gelosia, mise la sua mano nell’acqua bollente, senza accusare però nessun dolore. Successivamente ha ottenuto funzione apotropaica ed è anche simbolo di luoghi destinati alle donne. Più strettamente inerente alla religione islamica, le cinque dita rappresentano i cinque pilastri fondamentali che ogni musulmano deve seguire in vita per essere un fedele.

Curiosità sul Marocco
Curiosità sul Marocco

Un libro da leggere:
L’Islam spiegato ai nostri figli

Di Tahar Ben Jelloun, scrittore marocchino nato a Fez.

L’11 settembre 2001 un attacco colpì il mondo occidentale. Due aerei si schiantano contro le Torri Gemelle a Manhattan; L’America è sconvolta; i media non smettono di trasmettere immagini di guerra; si diffonde la paura di un nuovo attacco terroristico; tutti gli arabi diventano sospetti. In questo scenario nasce una conversazione tra Tahan Ben Jelloun e la figlia di dieci anni, che si ritrova infelice tra i suoi coetanei, musulmani di origine, davanti a una televisione che continua a dire che “tutti i musulmani sono cattivi”.

Si dice che il Marocco sia un paese di contrasti, una porta d'ingresso per l'Africa, un placido corpo che da un lato si rivolge al Mediterraneo e dall'altro all'Atlantico, un crocevia in cui si incontrano e dialogano culture e religioni diverse, alveo di tutti i climi, dall'arido al piovoso, dal gelido al torrido.

Tahar Ben Jelloun

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